A.Camilleri
(via facciamoanchequesto)
A.Camilleri
(via facciamoanchequesto)
“In media”, scrivono gli studiosi, “i mercati borsistici nazionali hanno maggiore probabilità di reagire in modo positivo che negativo all’avvio di un conflitto. Il mercato borsistico americano è quello che mostra le reazioni più forti e produce extra rendimenti positivi in corrispondenza del 12% dei conflitti analizzati (…). In generale si evidenzia che la quota di risultati significativi è più alta per i conflitti internazionali che per quelli interni”.
I conflitti che stanno emergendo in nordafrica sono quindi un toccasana per le economie capitalistiche, la migliore soluzione alla crisi che esse stesse hanno generato. Chi ne fa le spese sono i più sacrificabili, i marginali, coloro insomma che hanno maggiormente subito la crisi ed ora si trovano nella condizione di dover pure offrirsi in sacrificio perché i potenti del mondo possano dire di averla superata.