La farmacologia è sempre più al servizio dell’ideologia del super-uomo, che non può apparire sofferente, non deve avere limiti alle proprie prestazioni, non può apparire triste né tanto meno insicuro o fragile.
Questa cultura deriva direttamente da quella militarista, e infatti le guerre sono lo scenario ideale per provare a trasformare un essere umano in una fredda e insensibile macchina per uccidere.
Sensazioni come paura, colpa, vergogna, rimorso devono sparire dalle menti umane e le sperimentazioni di farmaci destinati a provocare questi effetti divengono prassi diffusa non solo tra i militari ma anche nella vita sociale quotidiana.
Francesco Codello, Né obbedire né comandare, Elèuthera
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