Nutro un’istintiva ma profonda diffidenza per chi invoca la propria coerenza come valore assoluto.
Se fossi stato sempre coerente starei ancora staccando teste alle lucertole, giocherei a dottori con le amiche di mia sorella ed aspetterei il Natale per vedere se almeno stavolta riesco a vedere il vecchio scendere dal camino.
Più che la coerenza, personalmente ricerco l’armonia tra le infinite dimensioni di una vita che, essendo organica, è necessariamente complessa.
Quella stessa complessità che se da un lato implica moltitudine, contraddizioni e incoerenze, dall’altro, anzi proprio grazie a questi attributi, è capace di manifestare sprazzi d’infinito altrimenti irraggiungibili.
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